Prima di cercare lavoro, fatevi queste domande (specialmente adesso)

Uno dei momenti più complessi nello strutturare una buona ricerca di lavoro si incontra tipicamente all’inizio, nel dare risposta ad una domanda non così banale: “quale lavoro sto cercando”?

Spesso dalla risposta dipenderà la struttura e la durata del piano di ricerca: si tratta di qualcosa che so già fare e che viene abitualmente richiesto sul territorio, oppure di una attività per nuova e potenzialmente “di nicchia”?

Un approccio possibile è quello di elencare varie opzioni magari molto differenti fra loro e provare a cercare “un po’ di tutto, bisogna sapersi adattare di questi tempi”: vale la pena ripetere ogni volta che questo è in assoluto il modo più sbagliato per cercare lavoro e difficilmente produrrà risultati.

Forse la domanda “quale lavoro sto cercando” è troppo complessa per consentire una risposta precisa, e sarà sicuramente più utile riformularla attraverso una serie di altri interrogativi:

“Quanto tempo mi concedo?” Ovvero “entro quanto voglio trovare lavoro”. “Prima possibile” non è una risposta valida, ed è necessario chiarire prima di tutto questo elemento: se il tempo a disposizione è poco per una questione di problematiche economiche pressanti sarà necessario focalizzare molto la ricerca su posizioni in cui siamo immediatamente spendibili. Per contro, un avere a disposizione un tempo “lungo” grazie ad una situazione sostanzialmente stabile potrebbe non essere per forza di cose un bene, portando a ricerche mirate ad obiettivi nebulosi e contraddistinte da continui cambi di direzione. Meglio quindi “darsi” un tempo ben definito, da aggiustare eventualmente durante il percorso.

“Come posso organizzare la mia ricerca?”  Il tempo a disposizione è un valore soltanto se gestito. Per questo motivo sarà fondamentale organizzare le settimane ed i giorni di ricerca riservando tempi specifici per la lettura degli annunci, per i contatti diretti con le aziende ed i recruiter, per la formazione e lo studio individuale se previsti dal proprio piano di ricerca. In un vecchio post sul mio blog presentavo un piano di ricerca tarato su 10 ore settimanali, le indicazioni sono ancora tutte valide: lo potete leggere qui

“Quali sono i miei vincoli?” Orari, spostamenti, compenso desiderato, forma contrattuale ricercata: meglio avere molto chiari tutti questi elementi prima di iniziare la ricerca di lavoro. Spesso definirli può sembrare limitante (“spero di trovare un’offerta davvero buona…”) ma difficilmente tutto sarà esattamente come desiderato. In quel caso avere idee chiare su cosa si ritiene comunque accettabile e cosa invece non è fattibile sarà fondamentale: è vero che tutti possiamo dimostrarci adattabili, ma sicuramente la nostra disponibilità sarà maggiore per una attività che ci piace veramente o dalla retribuzione interessante. Molto problematico invece dichiarare ad un’azienda una disponibilità generica per un lavoro che, alla prova dei fatti, ci troveremo poi a dover rifiutare.

“Su quali risorse posso contare?” Risorse in questo caso significa essenzialmente contatti, network: chi conosco che possa darmi informazioni affidabili rispetto all’attività che voglio svolgere, o all’azienda in cui mi voglio candidare? Quanto sono “aggiornati” i miei contatti con recruiter e responsabili del personale, magari sviluppati nella precedente ricerca di lavoro? Per chi intendesse intraprendere una attività libero-professionale, questa domanda acquista un significato ulteriore: quanto sono in contatto con i miei (potenziali) futuri clienti? Durante la ricerca di lavoro, lavorare per allargare e potenziare il proprio network professionale è fondamentale, sia dal vivo (partecipazione ad eventi, convegni, iniziative…) che online attraverso un utilizzo attento dei social network.

“Quanto posso investire?” Il primo investimento per la ricerca di lavoro è sicuramente il tempo: tempo da utilizzare per cercare le offerte più interessanti, ma anche da dedicare all’accrescimento delle proprie competenze attraverso la formazione. Se in questo momento parlare di formazione significa necessariamente parlare di formazione online è anche importante notare che l’offerta di formazione gratuita “di qualità” è notevolmente cresciuta: da varie tipologie di webinar live (utili anche per ampliare eventualmente il proprio network di contatti) a risorse tipicamente di libero accesso (penso al Progetto Trio della Regione Toscana, ma molte interessanti opportunità sono presenti anche sulla pagina Solidarietà Digitale, gratuite per un tempo limitato) oppure a veri e propri percorsi formativi a distanza creati ad hoc dalle principali Agenzie per il Lavoro e rivolti a tutti i disoccupati e gli inoccupati. La formazione maggiormente strutturata sarà comunque disponibile a pagamento, ma prima di scegliere se investire denaro in questa opzione conviene sempre chiedersi “per quale motivo sono interessato a questo percorso?”: se la risposta riguarda le competenze che si andranno a maturare tutto bene, mentre è opportuno ricordare sempre che nessun “titolo” garantirà in maniera certa di trovare lavoro in futuro.

Cosa ne pensate di queste domande? Potranno esservi utili per definire al meglio la vostra ricerca di lavoro? (…in fondo, questo post non si poteva concludere che con delle domande!)

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