“Cosa, come e quanto”: i supporti per la formazione

Ogni formatore affronta da sempre un dilemma legato all’organizzazione delle proprie aule: “Come realizzare le slide? Quante farne? E se invece non ne utilizzassi affatto?”. Sicuramente sa già che se deciderà di non utilizzare nessun tipo di supporto visivo durante lo svolgimento della propria docenza molto probabilmente perderà ad un certo punto l’attenzione della propria aula… ma se dovesse selezionare dei supporti inadatti ( eccessivamente ricchi di stimoli, confusionari o semplicemente difficili da gestire…) correrà comunque un bel rischio.

Quella che segue vuole quindi essere una breve guida al “cosa, come e quanto” utilizzare in aula in materia di supporti all’interno di un’aula di formazione. E’ vero che un formatore esperienziale utilizza poco le slide… ma questo non significa che quando lo fa non si debba preoccupare di realizzarle al meglio!

Il potere delle immagini

Per prima cosa facciamo chiarezza: i supporti sono generalmente necessari, a meno che il vostro intervento non sia breve, molto lineare e centrato su una singola tematica. Anche in questo caso, tuttavia, reperire una buona immagine che possa “farvi da sfondo” mentre tenete la vostra docenza potrebbe essere utile, così come proiettare nel finale uno schema riassuntivo dell’argomento trattato o una breve sequenza di punti-elenco.

Le immagini sono indiscutibilmente potenti nella formazione, ed aiuteranno i partecipanti ad associare interi concetti a singoli “fotogrammi” facili da ricordare ed immediatamente condivisibili (fenomeno “cue”, associabile anche a singoli gesti o ad espressioni ripetute che diventano pian piano un vero e proprio “gergo” dell’aula), mentre uno schema o una mappa concettuale saranno in molti casi insostituibili nel sottolineare gli elementi chiave di un argomento.

Le tipologie di supporti classicamente utilizzati nella formazione sono slide, lavagna a fogli mobili e video… tutti molto utili ma a loro modo anche pericolosi, specialmente se utilizzati in maniera poco adeguata.

Probabilmente tutti coloro che leggeranno questo post hanno fatto almeno una volta l’esperienza di trovarsi in aula con un formatore che utilizzava slide troppo “cariche” di contenuti, confusionarie e di difficile lettura: sicuramente non hanno un buon ricordo di quella situazione. Paradossalmente il docente avrà anche speso molto tempo per crearle, convinto che il contenuto sia l’unico elemento davvero importante dell’esperienza formativa.

In questo caso i partecipanti rischiano seriamente di andare soggetti ad “avvelenamento da Powerpoint”, dovuto ad una eccessiva esposizione ad un numero impressionante di slide non esattamente eccellenti.

Una buona slide è chiara, semplicee contiene le informazioni essenziali per sottolineare o completare quanto già detto dal docente in aula. In nessun caso le slide possono sostituirsi al docente, e anche nella trattazione di contenuti tecnici o legali molto complessi dovranno servire al massimo come “riassunto” utile a permettere al docente stesso di assicurarsi di star trattando tutte le tematiche necessarie, e mai come “bignami” in caso di dimenticanze di vario tipo. Gli “effetti grafici”, anche se visivamente gratificanti, hanno solitamente l’unica funzione di rallentare la lettura e la comprensione dei corsisti che già sono impegnati a seguire la docenza stessa. Semplice è insomma sempre preferibile… basta che non si tratti di uno sfondo interamente bianco con caratteri neri in comic sans.

Pochi colori selezionati e immagini appartenenti ad uno stesso “tema” (online si possono trovare moltissime risorse per fotografie e icone interamente gratuite) contribuiranno moltissimo nel dare uno stile leggibile e professionale alla vostra presentazione, senza che questa venga percepita come “scarna”.

Se invece volete provare a stupire la vostra platea con “effetti speciali” perché non provare ad abbandonare Powerpoint in favore di Prezi?

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